Giornata internazionale delle ragazze della tecnologia, quest'anno il tema è l'IA per lo sviluppo

Il mondo celebra proprio oggi, 23 aprile, la Giornata internazionale delle ragazze nelle Tic, sigla che sta per Tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

L’evento è stato creato nel 2014 dalle Nazioni Unite, con ricorrenza annuale ogni quarto giovedì di aprile, per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della presenza femminile, ponendo l’attenzione sulle nuove generazioni, in un settore sempre più fondamentale quale l’Ict, l’acronimo inglese di Information and Communication Technology. 

Tema di questa edizione è “IA per lo sviluppo: le ragazze plasmano il futuro digitale”, con l’accento posto su quell’intelligenza artificiale che ormai pervade ogni aspetto delle nostre vite. «Più le tecnologie sono potenti e più possono essere pericolose. Per questo bisogna sempre considerarne l’impatto sociale – spiega a MoltoDonna Francesca A. Lisi, professoressa associata di Informatica all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e membro del direttivo dell’Associazione italiana per l'intelligenza artificiale – È importante sempre interrogarsi sulle conseguenze». 

La professoressa Lisi è stata tra le prime in Italia a sostenere un approccio di tipo olistico, avvicinando l’informatica a discipline quali la filosofia, la giurisprudenza, la bioetica. «Nel progetto FAIR (Future Artificial Intelligence Research) mi sono occupata della cosiddetta “intelligenza artificiale simbiotica”, che prevede una strettissima collaborazione tra umano e macchina, in cui uno compensa l’altro. Tra i vari ambiti di applicazione c’è quello della figura del badante robotico, che è già una realtà in Giappone». 

Le Tic rientrano nell’informatica, disciplina che paga il maggiore gender gap tra le Stem, sigla che in italiano indica scienze, tecnologia (voce in cui si inserisce l’informatica), ingegneria e matematica. 
«L’informatica ha avuto uno sviluppo particolare – racconta – Questa materia si insegna da decenni (in Italia la prima cattedra universitaria è del 1969 a Pisa, ndr) e la presenza femminile c’è sempre stata in una proporzione di circa un quarto degli studenti. Negli anni ‘90, però, questa percentuale scende al 12%-15%. Un dato in controtendenza con le altre discipline scientifiche». 

Il perché andrebbe ricercato nell’aver portato l’informatica, con i computer, a casa e sul lavoro: tra la fine degli anni '80 e gli inizi dei ‘90, i pc diventano di uso quotidiano ed è così che la presenza femminile diminuisce. «Ragazze e donne sono pari come utenza, ma quello che deve aumentare è il numero di quante sono dietro i computer, chi programma, chi elabora dati, e giornate così sono importanti – sottolinea la professoressa Lisi – Le istituzioni, tra cui la scuola, hanno il compito di far capire, già dall’infanzia, quanto la tecnologia può fare per la società». 
Una spinta è arrivata con la pandemia da Covid tra il 2020 e il 2021. «Allora le Tic ci hanno consentito di comunicare e portare avanti le nostre vite». Dopo sei anni il loro sviluppo, grazie all’intelligenza artificiale, è inarrestabile e le ragazze possono scriverne il futuro. 
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