Sanremo, Laura Pausini e tutte le donne che saranno l'anima dell'Ariston

Altro che il famoso passo indietro di amadeusiana memoria, quando il conduttore di Sanremo – correva l'anno 2020 – presentò una delle sue co-conduttrici, Francesca Sofia Novello, lodandone la capacità «di stare accanto a un grande uomo (nello specifico, Valentino Rossi, ndr), restando un passo indietro».

Sei anni dopo, se pure la prospettiva di una direttrice artistica pare ancora lontana, e il primo conduttore resta sempre e comunque un uomo, Carlo Conti (in tutta la storia del festival solo quattro donne l’hanno condotto da sole: Loretta Goggi nel 1986, Raffaella Carrà nel 2001, Simona Ventura nel 2004 e Antonella Clerici nel 2010), l'equilibrio di genere sul palco ha fatto grandi passi avanti. 

A partire dalla presenza fissa di una conduttrice come Laura Pausini, cantante da trent'anni sui palchi di tutto il mondo, star di caratura internazionale e solida veterana dell'Ariston. Attenzione a non farsi ingannare dalle scaramantiche dichiarazioni di rito sulla «paura di Sanremo» e sull'agitazione provata nel «salire su quel palco»: difficilmente Pausini si accontenterà di un ruolo marginale, all'ombra di Conti. Che piaccia o no, sarà lei il vero motore delle serate, un acceleratore social che metterà il pepe a un'edizione, sulla carta, ancora molto poco speziata.

Novità anche al Prima Festival, la striscia quotidiana che precede la manifestazione, e che negli ultimi anni era stata una vetrina-laboratorio che affiancava a conduttori più navigati giovani artisti in cerca di affermazione: l'anno scorso Maria Sole Pollio, nel 2024 i tiktoker Mattia Stanga e Daniele Cabras. Quest'anno il Prima Festival sarà integralmente a trazione femminile, e a guidarlo saranno tre professioniste dalla lunghissima esperienza: la voce di Radio2 Ema Stokholma, da dieci anni in radio, la conduttrice Carolina Rey, in tv da 25 anni, e la speaker di radio 105 Manuela Moleshi, salita sul palco di Sanremo quattordici anni fa come cantante. Non proprio le ultime arrivate, insomma. Talmente preparate per il ruolo che verrebbe da chiedersi perché nessuna delle tre abbia mai davvero condotto, o co-condotto, il Festival. Finora, almeno. 

Promette bene anche il Dopo Festival, lo spazio notturno di commento alla serata, dove al padrone di casa Nicola Savino, per la quarta volta al timone, è stata affiancata Aurora Leone. Comica e improvvisatrice, 28 anni, l'artista del gruppo comico The Jackal brillerà di luce propria intercettando il pubblico più giovane della notte. Chissà che un giorno non arrivi anche lei dalle parti dell'Ariston, magari con un monologo come quello con cui la conobbe il pubblico italiano, quando aveva solo 19 anni, nello show Italia's got talent. 

E sul palco? Anche in gara sono tante le artiste che porteranno in scena, oltre alla propria performance canora, anche un'immagine di sé fortemente connotata. Su trenta concorrenti solo undici sono donne, ma si faranno notare. A partire dalla matriarca Patty Pravo, icona trasversale della musica, trasformista e ribelle, che arriverà a Sanremo forte della “benedizione” di un'altra regina – Madonna – autrice di una cover della sua La bambola. Hanno il punk nel sangue, e promettono di portarlo in scena, le Bambole di pezza, la girl band che scuoterà il palco con energia rock e attitudine ribelle: si vedrà se saranno più provocatrici loro o Elettra Lamborghini, indimenticabile pioniera del twerking di ritorno sul palco di Sanremo. E ancora le veterane, dalla salentina “anema e core” Serena Brancale alla trasformista Arisa (otto edizioni di Sanremo all'attivo), dall'eleganza di Malika Ayane e Levante fino all'esuberante Ditonellapiaga, passando per l'urban rap di Mara Sattei e la scommessa Maria Antonietta, in duetto con il collega Colombre nel difficile passaggio dall'indie al mainstream. La carica delle donne di Sanremo sta per travolgere il palco: a chi non sta bene, faccia pure un passo indietro.

Potrebbe interessarti anche

Articoli correlati