Il rumore deciso della matita su una scheda elettorale si alterna, nella memoria di Zara Ferretti, con il fruscio dell’ago che trapassa la stoffa. Due gesti semplici, eppure capaci di diventare simboli di una grande emancipazione. In un'epoca in cui lavorare e votare erano appannaggio quasi esclusivo degli uomini, per lei, che di anni ne ha quasi 105, hanno rappresentato una libertà conquistata. Ascolta: Verso il 2 giugno. «Io c'ero»: le donne al voto nel 1946. E le madri costituenti che…
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