La terapia dell'arte che sa curare

Chiamarla “curatrice” ha una valenza doppia. Perché Giovanna Zabotti in quel termine ci vede il proprio lavoro e la propria missione. Da un lato, dal 2019, “cura” il Padiglione Venezia della Biennale d’arte. Dall’altro porta avanti un progetto costruito sul proprio vissuto, quello di una malattia combattuta e vinta e ora trasformata in esperienza da condividere, attraverso il ruolo terapeutico dell’arte. Ascolta: Ambra Angiolini: il successo non è un mestiere (e vivo senza…
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