Stress e chili di troppo? Rigeneratevi nuotando come una sirena

Bastano una coda da sirena con la monopinna e un tuffo in piscina o nelle calme acque del mare per tramutarci in moderne Ariel 2.0. Il sogno di nuotare come una sirena è una realtà, e questo sport acquatico, che sta conquistando il pubblico femminile e si avvia ad essere uno dei trend estivi più amati, si chiama Mermaiding. Online c’è una vasta scelta di “code da sirena” (tante con il bikini abbinato) per nuotare, sia per bambine sia per adulte. Il Mermaiding (dall’inglese mermaid, sirena) prevede l’uso di una guaina che racchiude il corpo dai fianchi ai piedi e che finisce con una monopinna: con questo look quasi fiabesco si nuota con movimenti fluidi del bacino, utilizzando le gambe come una sorta di pinna caudale, rievocando le mitologiche figure di “omerica memoria” metà donne metà pesci.

L’ENERGIA

Tutta la fascia muscolare e l’apparato scheletrico inferiore sono coinvolti nella nuotata delle sirene, dando forza alla spinta, senza però sforzare la schiena. Con le braccia si possono eseguire serie particolarissime di attività natatorie, con eleganti piroette o rotazioni subacquee idrodinamiche, per chi ha seguito corsi specifici ed è già ad un livello avanzato. I piedi, naturalmente, sono inseriti nella monopinna, in plastica flessibile e ricoperta di tessuto resistente e morbido per consentire, ad ogni pinnata, spostamenti subacquei dinamici e veloci. Il boom delle Mermaiding schools è partito da Manila, nelle Filippine, come modalità divertente per insegnare il nuoto alle bambine. In Europa è arrivato grazie alla Sirenas Mediterranean Academy di Tarragona, in Spagna, che ha diffuso corsi con basi di apnea, a livello teorico e pratico, tecniche di respiro per la compensazione a pochi metri di profondità, volteggi in acqua, insieme a consigli per nuotare in sicurezza e a pratiche di rilassamento. Sempre nelle Filippine, sull’isola Borocay, è nata la Pmsa, l’Accademia Filippina del nuoto a Sirena che ha ulteriormente lanciato il trend worldwide. La prima scuola aperta in Italia è stata La Casa delle Sirene, a Golfo Aranci, della biologa marina Francesca Magnone, con programmi certificati dall’European Scuba Agency. «I benefici del Mermaiding – spiega Elena Cilenti, istruttrice di questa disciplina alla Scuola per Sirene Atargatis di Roma – sono emotivi e psicologici oltre che fisici. In apnea, in acqua, è come se si ricontattasse la nostra dimensione intrauterina prenatale. Immerse, accarezzate dalle onde, nuotando sott’acqua in assenza di rumori, si ascolta il battito del cuore e il proprio respiro, si combattono tante paure e ci si riappropria della connessione con noi stesse e la natura che ci circonda».

I MUSCOLI

 Il Mermaiding è adatto a tutte, ad ogni età. Per iscriversi ai corsi è necessario un certificato medico. A seconda dell’acquaticità della praticante, si può diventare sirene già dagli 8 anni. «A livello fisico – continua Cilenti – la pratica regolare di questo sport rafforza i muscoli deltoidi, lombosacrali e dorsali, tonifica gli addominali, i glutei e gli arti inferiori, dà armonia nei movimenti». Una volta imparate le tecniche di base, il Mermaiding è una disciplina prevalentemente subacquea che prevede fasi di apnea intervallate a brevi risalite in superficie. «Per questo – precisa Elena – la respirazione e lo studio di diverse metodologie di respirazione diaframmatica hanno un ruolo fondamentale». Una tecnica che si studia nei corsi è la respirazione a narici alternate, tipica dello yoga. «La cosa meravigliosa di questo sport ad alto impatto – prosegue l’istruttrice – è la sorellanza. Non si nuota da sole, ma in piccoli gruppi: ciò crea un grande profondo rapporto umano fra le partecipanti».

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